IT introduttivo: come e perché usarlo
Le costruzioni con it introduttivo sono molto comuni nel linguaggio accademico. Strutturalmente sono costituite da due parti: una prima parte che contiene il pronome it seguito da un predicato (it is interesting to, it appears that e simili) e una seconda parte che presenta l’informazione:
It is remarkable that the incidence of hGHAb production is reduced in patients previously treated with p-hGH.
In questo esempio, il segmento frasale che verosimilmente interesserà il lettore è the incidence of hGHAb production is reduced in patients previously treated with p-hGH, che è anche il vero soggetto del predicato is. Ciò risulta evidente riformulando la frase in questo modo:
That the incidence of hGHAb production is reduced in patients previously treated with p-hGH is remarkable.
Una costruzione del genere è grammaticalmente corretta e universalmente accettata; tuttavia, è decisamente meno usata rispetto alla formulazione originaria. I motivi sono vari. Innanzitutto, nel linguaggio accademico vige il principio dell’end focus (focalizzazione terminale), che porta a disporre i costituenti frasali secondo un livello di informatività decrescente. Ciò significa che le informazioni principali, i dati nuovi e generalmente tutto ciò su cui l’autore intende focalizzare l’attenzione del lettore si collocano a fine frase. Inoltre, per ridurre lo sforzo elaborativo del lettore, in posizione terminale vanno anche i costituenti frasali più lunghi e complessi. Il secondo esempio contravviene a entrambi questi principi, collocando a inizio frase un’unità ad alto valore informativo e strutturalmente più lunga di quella che chiude l’enunciato.
I vincoli di posizionamento sono anche uno dei motivi per cui le proposizioni introdotte dal pronome impersonale it si trovano spesso a inizio paragrafo. In questo caso, la prima parte della frase prepara il terreno per il nuovo argomento, tipicamente facendo riferimento alla sua rilevanza (it is important to consider that, it is worth noting that), frequenza (it is customary, it is common) o esistenza (it appears that, it has been suggested that). Vale la pena notare che le espressioni usate con questa funzione sono dei semplici riempitivi, con un contributo comunicativo decisamente basso: per questo motivo, i manuali di stile raccomandano di variare le modalità di apertura del paragrafo.
L’it introduttivo svolge anche varie funzioni a livello comunicativo. Innanzitutto è un importante meccanismo di mitigazione di un’affermazione (in inglese, hedging). Il linguaggio accademico ha l’obiettività e l’impersonalità come principi fondamentali: da una parte ciò richiede di mitigare l’assertività di quanto affermato; dall’altra di ridurre al minimo la visibilità dell’autore. Si prenda l’esempio seguente:
It is obvious from our study that the administration of amphotericin B nasal spray in adequate concentration following endoscopic polypectomy is advantageous.
L’espressione it is obvious that in questo caso sta per we believe that. Il pronome impersonale permette di attribuire quanto affermato a un soggetto non specificato, che figura come fonte esterna. Si tratta di un espediente persuasivo molto sfruttato nei testi argomentativi: l’intento è convincere il lettore a condividere la conclusione dello studio come l’unica ovvia e logica nascondendo la voce testuale dell’autore, il cui coinvolgimento risulta (formalmente) minimo.
Riferimenti
Charles, M. (2000). “The role of an introductory it pattern in constructing an appropriate academic persona”, in P. Thompson (ed.), Patterns and Perspectives: Insights into EAP writing practices (pp. 45–59). Reading, University of Reading CALS.
Greenbaum, Nelson (2015). An Introduction to English Grammar, Routledge
Peacock, M. (2011). “A comparative study of introductory it in research articles across eight disciplines”, International Journal of Corpus Linguistics, 16 (1), pp. 72– 100.
Thompson & Ye (1991). “Evaluation in the reporting verbs used in academic papers”, Applied Linguistics, 12 (4)