Il periodo ipotetico
Il periodo ipotetico esprime una conseguenza che si realizza solo se sussistono determinate condizioni. Strutturalmente è costituito da una proposizione principale, che esprime la conseguenza, e da una subordinata condizionale, che pone la condizione.
If adherent cells grow and interfere with the growth of the hybridomas, it will be necessary to transfer the hybridomas into another well.
In questo esempio, la proposizione condizionale stabilisce il presupposto da cui dipende la situazione espressa nella principale: qualora si verifichi la condizione A (interferenza delle cellule in adesione con la crescita degli ibridomi) si avrà il risultato B (trasferimento degli ibridomi).
Nel discutere i risultati di uno studio, o nell’enunciare un’ipotesi di ricerca, che verosimilmente sarà basata sulla probabilità che si verifichino determinate condizioni, si fa ricorso al periodo ipotetico. L’ipotesi espressa può essere considerata certa, possibile, irreale o non più realizzabile e a ciascuna di queste quattro categorie corrispondono altrettanti modi di costruire il periodo ipotetico.
Il primo di essi è il cosiddetto zero conditional, che viene impiegato quando la conseguenza è garantita: data una condizione, si arriverà immancabilmente allo stesso risultato:
If cancerous cells grow and migrate to a new site, they form a metastasis.
Lo stesso esempio potrebbe anche essere riscritto usando when o whenever e il significato non cambierebbe:
When/Whenever cancerous cells grow and migrate to a new site, they form a metastasis.
Lo zero conditional è anche usato per dare istruzioni:
If the solution becomes clear, add 5% silver nitrate to the reaction vessel.
Strutturalmente, in questo tipo di periodo ipotetico i verbi di entrambe le proposizioni sono al presente (grow/form; becomes/add).
Il secondo tipo di periodo ipotetico è il cosiddetto first conditional, usato per esprimere un’ipotesi probabile o verosimile:
If the levels of circulating antibodies are high, the antibodies will bind to the antigen and lower the effective strength of the boost.
If tumourlets become crushed, they may/might/could be mistaken for lymphoid tissue.
If patients become pregnant, they should supplement their diet with a daily tablet of 0.4 mg of folate for the first weeks of their pregnancy.
Nel first conditional, il verbo della proposizione subordinata è al presente, mentre quello della principale può essere al futuro (primo esempio) o al condizionale (secondo e terzo esempio). La difficoltà più frequente nell’uso di questa struttura è proprio il corretto impiego dei tempi verbali. Talvolta, per analogia con l’italiano formale, si è tentati di coniugare i verbi di entrambe le proposizioni al futuro:
If the enzymes with significant flux control coefficients will be identified, a better result will be achieved than by over-expressing any of them individually.
Un altro errore comune è l’uso del presente sia nella principale che nella subordinata:
If the enzymes with significant flux control coefficients are identified, a better result is achieved than by over-expressing any of them individually.
Una costruzione di questo tipo è propria dello zero conditional. L’errore in questo caso non è grammaticale ma logico, giacché si trasforma un’ipotesi collocabile nel reame della probabilità in un risultato certo e vero sempre, automaticamente garantito. La versione corretta della frase è la seguente:
If the enzymes with significant flux control coefficients are identified, a better result will be achieved than by over-expressing any of them individually.
Quando l’ipotesi è considerata improbabile, o addirittura irrealistica, si usa un tipo di costruzione noto come second conditional. Il second conditional è strutturato con il verbo della proposizione condizionale al passato e quello della principale costruito con would + infinito:
If retinal stem cells were unipotent, they would give rise to arched continuous stripes composed of a particular cell type.
L’ultimo tipo di periodo ipotetico è il cosiddetto third conditional, la cui costruzione prevede il past perfect nella proposizione subordinata e would + participio passato nella principale:
If the diagnosis had been known preoperatively, the treatment strategy would have been altered.
A differenza delle tre costruzioni precedenti, questa è collocata nel passato e si usa per indicare che l’esito di una situazione sarebbe stato diverso se la condizione di partenza fosse stata diversa. Nell’esempio sopra, l’ipotesi espressa nella prima proposizione non si è verificata: di conseguenza, si è persa la possibilità di intervenire sulla strategia terapeutica.
Riferimenti
Carter-Thomas, Shirley, Rowley-Jolivet, Elizabeth “If-conditionals in medical discourse: from theory to disciplinary practice”, Journal of English for Academic Purposes, Vol. 7, 2008
Crystal, David, The Cambridge Encyclopaedia of Language, Cambridge, CUP, 2010