Uso dei pronomi di prima persona

La possibilità e, in certi casi, la desiderabilità di ricorrere ai pronomi di prima persona è un argomento molto dibattuto nella letteratura accademica. Fino alla metà degli anni Novanta, l’autore era un generatore di idee e interprete di risultati, ruolo che rivestiva senza mai palesarsi come soggetto scrivente. Abbondavano di conseguenza le forme passive e le costruzioni attive impersonali, quelle in cui l’azione viene attribuita a un generico “gli autori”. La crescente propensione a limitare l’uso del passivo e il riguardo alla chiarezza espositiva hanno decisamente mutato le convenzioni, al punto in cui non solo i pronomi in prima persona non sono più interdetti, ma addirittura rappresentano la scelta preferita in determinate circostanze. Si prenda l’esempio seguente:
Silberberg and van Breemen reported that the most abundant K+ channel had a conductance of 148 pS and was regulated by cytoplasmic ATP, [Ca2+], and voltage. The authors found that the KATP channel had high activity at the resting membrane potential in a physiological state, suggesting that it controls the resting membrane potentials in vascular smooth muscle cells. The different results from these studies are presumably due to the differences in species or tissues or in cell preparation methods.
A una prima lettura, non è affatto chiaro a chi si riferisca l’espressione “the authors”, se a Silberberg e van Breemen o agli autori dello studio presentato. Solo l’ultima frase, introducendo una contrapposizione tra due punti di vista, chiarisce che si sta parlando di due studi e, quindi, di soggetti autoriali diversi. L’ambiguità permarrebbe anche usando una forma passiva:
Silberberg and van Breemen reported that the most abundant K+ channel had a conductance of 148 pS and was regulated by cytoplasmic ATP, [Ca2+], and voltage. It was found that the KATP channel had high activity at the resting membrane potential in a physiological state, suggesting that it controls the resting membrane potentials in vascular smooth muscle cells. The different results from these studies are presumably due to the differences in species or tissues or in cell preparation methods.
Per evitare di confondere il lettore, la prima persona plurale diventa una scelta legittima, in alternativa all’espressione “the present authors” (più pesante e quindi utilizzabile limitatamente nel corso del testo).
Silberberg and van Breemen reported that the most abundant K+ channel had a conductance of 148 pS and was regulated by cytoplasmic ATP, [Ca2+], and voltage. We found that the KATP channel had high activity at the resting membrane potential in a physiological state, suggesting that it controls the resting membrane potentials in vascular smooth muscle cells. The different results from these studies are presumably due to the differences in species or tissues or in cell preparation methods.
Per le costruzioni passive, oltre all’ambiguità si pone il problema della ridondanza (pesantezza) sintattica:
An extensive bibliographic search was undertaken focusing on the possible relationship between prolongation of OTT and loco-regional control or overall survival. Several databases were searched, including MEDLINE. After identifying original, full-text articles, their reference lists were also searched. In an attempt to avoid time period bias, 1980 was arbitrarily chosen as the earliest valid date. Assuming that most of the information included was retrospective, special attention was paid to the quality of the reported data by carefully dividing the articles into those based on univariate analysis (UN-An) or multivariate (MV-An) analysis. Thus, each article was categorised as MV-An when this was explicitly stated by the authors or determined unequivocally from the data. Any other situation was categorized as UN-An.
Paragrafi come questo, in cui compaiono esclusivamente gerundi e passivi, rendono inutilmente faticosa la lettura. Il motivo che tradizionalmente sottendeva all’uso del passivo era la convinzione che solo le forme impersonali potessero trasmettere al meglio l’idea di oggettività. Nella sezione riservata ai metodi, l’assenza di un autore esplicito serviva anche a rafforzare il concetto di riproducibilità. Al presente, il paradigma è cambiato: non solo la presenza del soggetto autoriale non mina più l’oggettività della ricerca, ma la ricerca stessa non è più considerata totalmente svincolata dal gruppo che l’ha condotta. Nell’esempio di cui sopra, gli autori elencano una serie di criteri adottati per la classificazione degli studi presi in esame. Si tratta ovviamente di scelte messe a punto e condivise all’interno di quel particolare gruppo di ricerca sulla base di una linea di ragionamento elabarata ad hoc. Non esiste alcun motivo che imponga di tacere questo processo: il rischio semmai è quello di universalizzare un modo di procedere con cui il lettore potrebbe anche non concordare. In realtà, i paragrafi scritti interamente al passivo o all’attivo sono rari e, laddove compaiano, specialmente nelle sezioni deputate all’illustrazione di metodi e risultati, rappresentano scelte editoriali precise. Molto più spesso, si ricorre a una mescolanza di forme attive e passive:
In order to perform VATS lobectomy, we chose a posterior approach with thoracotomy and accordingly made a small skin incision of 7 cm to 8 cm in length at the fifth intercostal space just below the lower angle of the scapular bone. Two more trocars were placed at the fourth intercostal spaces at the anterior axillary line and the seventh or eighth intercostal spaces at the mid axillary line. The retractor was routinely utilised. Through these small wounds and two trocars, the designated pulmonary lobe was resected, followed by the hilar and mediastinal lymph nodes. The pulmonary vein and bronchus were transected with staplers, and branches of the pulmonary artery were ligated and transected through the small thoracotomy wound.
In questo esempio, la prima frase è in forma attiva perché presenta una scelta precisa degli autori dello studio; nel resto del paragrafo si procede a illustrare la procedura standard, ragion per cui è più indicato il passivo. Riferimenti: Griffies, Perrie, Hull, Elements of Style for Writing Scientific Journal Articles, Elsevier, 2013 Webb, Christine, “The use of the first person in academic writing: objectivity, language and gatekeeping”, Journal of Advanced Nursing, 17(6):747-52