Il discorso ipercautelativo

L’impiego dei marcatori di attenuazione del discorso, ossia di tutti quegli elementi che riducono il grado di assertività di un enunciato, non è esclusivo dello stile accademico. Anche nel linguaggio orale e colloquiale parole come diciamo così (as it were), per modo di dire (so to speak), all’incirca (roughly), probabilmente (probably), per certi versi (somehow), per quanto ne sappia (as far as I know), di solito (usually) eccetera rappresentano espedienti routinari per oliare i meccanismi della comunicazione quotidiana. Nel linguaggio accademico, però, le strategie mitigative assumono un ruolo saliente, aiutando l’autore a tenere separati fatti e ipotesi, a esprimere giudizi e valutazioni e a presentare le proprie conclusioni in modo da non dare l’impressione di ritenerle definitive. Usando un linguaggio cautelativo, l’autore mostra di riconoscere che quanto scritto non è altro che la migliore interpretazione di un fenomeno, valida in un dato momento, a partire da dati raccolti usando una metodica specifica, non universale, e sulla base di un campione costruito ad hoc. Una formulazione come la seguente:
1a. Our results show that hypertension increases the risk of hearing loss due to changes in the cochlear microvasculature
risulterà quantomeno immodesta, perché l’autore sembra non dare il giusto peso all’aggettivo possessivo our, che pure compare a inizio frase. In altre parole, l’autore trascura il fatto che si tratta pur sempre dei suoi risultati, ricavati a partire dal suo campione: nulla vieta che altri ricercatori, usando altri campioni e altre metodiche, possano giungere a conclusioni alternative. Una formulazione più appropriata potrebbe essere:
1b. Our results suggest that hypertension increases the risk of hearing loss due to changes in the cochlear microvasculature.
L’importanza e la frequenza dei marcatori di attenuazione induce non pochi autori a farne un uso eccessivo. Il ricorso esagerato a tecniche ed elementi mitigativi rischia di ripercuotersi negativamente sull’accuratezza e sulla precisione dello stile, altri requisiti impreteribili della scrittura accademica. Non è affatto necessario anteporre un elemento lessicale attenuativo ogniqualvolta si adoperano verbi quali mostrare, rivelare, dimostrare e altri simili. Non lo è nel rimandare il lettore a una tabella o a una figura, per esempio, così come nel presentare i risultati di altri autori, come nella Discussione. Si dovrà poi aver cura di non usare nella stessa frase elementi rafforzativi e mitigativi:
1c. Clearly, our results show that hypertension may increase the risk of hearing loss due to changes in the cochlear microvasculature.
Clearly e may in questo esempio sono antitetici: uno dei due è di troppo e sarà compito dell’autore decidere quale dimensione – rafforzativa o mitigativa – salvaguardare. L’uso pletorico dei marcatori attenuativi è un’altra tendenza sanzionabile. Espressioni come X might appear to indicate, Y may be seen as rather likely, e altre strutture composte non sono di per sé errate né improprie, ma quando in un testo compaiono con frequenza rilevabile il loro effetto attenuativo, cumulato, è eccessivo. Non va dimenticato che un articolo di ricerca rappresenta il contributo alla costruzione del sapere in una data disciplina: avrebbe ben poche probabilità di venir preso sul serio se fosse presentato con uno stile incerto, esitante, eccessivamente dubbioso. Una struttura del genere:
1c. Our results might appear to suggest that hypertension may increase the risk of hearing loss, possibly due to changes in the cochlear microvasculature
appare indebitamente cauta nel formulare una conclusione, a tal punto che potrebbe ingenerarsi il sospetto che l’autore non abbia troppo chiara la portata delle proprie risultanze e sia incerto sull’effettiva rilevanza che esse rivestono per il settore. Un articolo scientifico tipicamente ha una lunghezza compresa tra le duemila e le tremila parole: se la maggior parte di queste è rappresentata da elementi lessicali privi di qualunque valenza argomentativa o informativa, il valore stesso della ricerca, così come percepito dal lettore, risulterà di molto annacquato. Per questo motivo, è consigliabile usare un solo marcatore attenuativo per frase. Riferimenti: Adams-Smith, D., “Medical discourse: aspects of author’s comment” in English for Specific Purposes, 3:25-36 Campbell, P., “The Personae of scientific discourse”, in Quarterly Journal of Speech, 61:391-405 Crismore, A., Farnsworth, R. “Metadiscourse in popular and professional science discourse” in W. Nash (ed.), The Writing Scholar: Studies in Academic Discourse, Newbury Park, Ca.: Sage, 1990 Hyland, K., Guinda, C. S., Stance and Voice in Written Academic Genres, AIAA, 2012 Wallwork, Adrian, English for Writing Research Papers, Springer Verlag, 2016