Tecniche per attenuare un’affermazione

Lo stile accademico ha come tratto principale quello di essere concreto, obiettivo, addirittura asettico nel ridurre al minimo la presenza, o quantomeno la visibilità, dell’autore. Come tutti i tipi di prosa, però, il discorso accademico è solo apparentemente impersonale: lungi dall’essere assente, l’autore sarà chiamato, di volta in volta, a esprimere giudizi, costruire un ragionamento, avanzare ipotesi e conclusioni e, più in generale, a mostrare il grado di certezza e di rilevanza che attribuisce ai dati presentati. Questi atti linguistici richiedono l’uso di un tipo di linguaggio cautelativo, con cui chi scrive mitiga la forza delle proprie asserzioni. Una strategia di mitigazione molto diffusa consiste nell’impiegare verbi modali che esprimono vari gradi di possibilità:
1a. Our proposed procedure might be of value to laboratory analysts who want to screen occasional isolates of C. albicans for susceptibility to fluconazole. 1b. While it is convenient to separate immunity and haemostasis according to cell types, there is growing evidence suggesting that this may not be entirely correct.
L’uso dei modali in questi due esempi riflette una tipica strategia cautelativa. Nel primo caso, l’autore presenta i vantaggi di una procedura di propria invenzione, riproducendo quindi un contesto in cui un’esagerata assertività sarebbe deleteria, non solo per banali questioni di etichetta, ma perché in tal modo si negherebbe qualsiasi diritto di confutazione alla comunità di lettori, escludendo a priori altri studi in materia. Nel secondo esempio, l’autore mette in discussione la fondatezza di una concezione fino a quel momento assodata; nel far ciò, egli usa una doppia strategia mitigativa, da una parte ricorrendo al modale may, che indebolisce la forza dell’enunciato, e dall’altra premurandosi di far parlare i dati al suo posto: usando l’espressione introduttiva there is growing evidence suggesting that, l’autore si pone come colui che coglie e formalizza una tendenza anziché come il confutatore di conoscenze acquisite. La stessa funzione è svolta, più succintamente, dai cosiddetti verbi modalizzanti epistemici, quelli cioè che non descrivono un fatto o un’azione, bensì riportano una presa di posizione conoscitiva, e più precisamente dubitativa, del soggetto scrivente (seem, appear, believe, assume, suggest, estimate, argue, indicate, propose, speculate eccetera). In altre circostanze possono rivelarsi utili avverbi (usually, generally, presumably, virtually), quantificatori (some, many, most, a number of) e approssimatori (roughly, about, approximately, somewhat, somehow):
2a. Generally, patients with PV present first with oral lesions, which may precede the cutaneous lesions, such as bullae and erosions, by several months. 2b. Many strategies that have been suggested to improve medication compliance lack the benefit of scientific validation. 2c. The application of the structure-based method is somehow limited, since only a small fraction of proteins has known structures.
In tutti e tre gli esempi citati, la tecnica mitigativa agisce sulla portata dell’enunciato, riducendone la frequenza (2a), la quantità (2b) e l’effetto (2c). L’autore precisa che quanto affermato non è vero sempre: soltanto in generale; si applica a un buon numero di strategie, ma non a tutte; e il giudizio formulato non è di una metodica inequivocabilmente limitata, ma solo in certo qual modo tale. Espressioni di questo tipo evitano che il contenuto dell’enunciato sia percepito come esagerato, pletorico e, dunque, assai poco scientifico. Un’ulteriore categoria di marcatori attenuativi è rappresentata da espressioni introduttive quali to our knowledge, it is our view, one can assume, it is reasonable to conclude e altre espressioni analoghe:
To our knowledge, the early embryo is unique among proliferating cells in adopting an acentrosomal mode of MT organisation despite the presence of centrosomes. It is reasonable to conclude that taking calcium supplements does not cause increased heart attack risk.
In questo caso, la dimensione attenuatrice si concreta nel carattere intenzionalmente indiretto, poco partecipe, del linguaggio, in cui è avvertibile il tentativo di marcare una distanza tra chi scrive e l’enunciato. Proprio in virtù di questa funzione distanziatrice, tali espressioni sono particolarmente frequenti nella discussione e nelle conclusioni, vale a dire nelle sezioni in cui l’autore interpreta i risultati dello studio e li sottopone al vaglio dei lettori. Riferimenti: Adams-Smith, D., “Medical discourse: aspects of author’s comment” in English for Specific Purposes, 3:25-36 Campbell, P., “The Personae of scientific discourse”, in Quarterly Journal of Speech, 61:391-405 Crismore, A., Farnsworth, R. “Metadiscourse in popular and professional science discourse” in W. Nash (ed.), The Writing Scholar: Studies in Academic Discourse, Newbury Park, Ca.: Sage, 1990 Hyland, K, “Writing without conviction? Hedging in scientific research articles” in Applied Linguistics 17 (4): 433-454 Prince, E., Frader, J. e Bosk, C., “On hedging in physician-physician discourse”, in R. D. Pietro (ed.), Linguistcs and the professions, Hillsdale, NJ: Ablex, 1982 Ventola, E. “Writing scientific English: overcoming cultural problems”, in International Journal of Applied Linguistics, 2(2), 191-220.