Messa in rilievo sfruttando la posizione frasale

Un autore che volesse indurre chi legge a concentrare l’attenzione su una determinata informazione può avvalersi di posizioni strategiche all’interno della frase, che solitamente coincidono con l’inizio e la fine. Quando l’elemento da mettere in rilievo è una parola chiave, la posizione più adatta è quella iniziale. In un articolo sulle conseguenze dell’infarto, un incipit come il seguente:
Stroke is the fourth leading cause of death in the United States
è certamente più appropriato di
The fourth leading cause of death in the United States is stroke.
Nella prima formulazione, infatti, il lettore incontra subito l’argomento dell’articolo e troverà naturale riferire ad esso tutte le informazioni che gli vengono presentate; la seconda versione invece induce a ritenere che lo scopo del testo sia quello di classificare le cause di decesso negli Stati Uniti in ordine di importanza. Sempre con l’intento di aiutare il destinatario dello scritto a identificare il tema principale di una data porzione di testo, è sconsigliato iniziare un nuovo paragrafo con una proposizione subordinata. Riprendendo l’esempio di prima:
In the United States, stroke is the fourth leading cause of death
non ha la stessa efficacia della formulazione originale, perché la posizione principale è occupata da un’informazione tangenziale ai fini dell’identificazione dell’argomento. Diverso sarebbe il discorso se questa stessa frase non comparisse come primo enunciato dell’articolo, ma inserita in un paragrafo in cui vengono confrontati i dati relativi a diverse aree geografiche. Ad esempio:
When it comes to numbers, data for incidence and prevalence suggest that some countries fare worse than others. In the United States, stroke is the fourth leading cause of death; in Japan, it is the second.
Quando l’elemento focalizzato non è una parola chiave, bensì un concetto, una deduzione o un punto che, benché nuovo, è pur sempre correlato all’informazione nota, la posizione più idonea a far sì che tale punto si fissi nella mente del lettore è in coda alla frase. Le informazioni in posizione terminale, infatti, acquistano quasi automaticamente risalto poiché ciò che precede funge da contesto, e prepara gradualmente il terreno per l’elemento nuovo. Si confrontino due versioni dello stesso estratto:
1. During embryogenesis, cells that have acquired their particular fate proliferate, enabling tissues and organs to grow. Homeostasis is a process whereby, even after an animal in fully grown, cells that die are replaced by other cells of the same type. 2. During embryogenesis, cells that have acquired their particular fate proliferate, enabling tissues and organs to grow. However, even after an animal is fully grown, cells that die are replaced by other cells of the same type through a process called homeostasis.
La prima frase di entrambe le versioni comincia correttamente con la parola chiave – embriogenesi – per fornire le necessarie informazioni contestuali. Nella prima versione, anche la seconda frase comincia con la parola chiave, ma questa volta la scelta va a scapito della comprensione: giacché manca un elemento che segnali il passaggio a un altro argomento, si potrebbe pensare che l’omeostasi sia un processo legato all’embriogenesi. Ovviamente non è così, ma intanto il lettore si è fermato cercando di ravvisare in quale modo i due concetti siano collegati; non riuscendovi, prosegue la lettura ma avverte la presenza di un buco nell’esposizione, un’informazione che doveva esserci ma che l’autore ha tenuto per sé. La versione 2 risolve il problema introducendo un avverbio di transizione – however – e spostando la parola chiave alla fine, dopo aver ricreato un contesto. Se si dovessero riassumere con un titolo le due frasi della versione 1, una probabile formulazione sarebbe: 1. Cosa succede durante l’embriogenesi 2. Cos’è l’omeostasi due concetti chiaramente slegati anche nelle aspettative che creano nel lettore (il primo punto anticipando una lista di fenomeni; il secondo, una definizione). Per la versione 2 si avrebbe invece: 1. Cosa succede durante l’embriogenesi 2. Cosa succede al termine dell’embriogenesi Ricollocando l’elemento nuovo in posizione terminale, la seconda formulazione riesce nell’intento di metterlo in risalto e contemporaneamente chiude il buco espositivo che si era venuto a creare nella versione 1. Riferimenti: Clark, Roy Peter, Writing Tools, Little, Brown Book Group, 2006 Kane, Thomas, The New Oxford Guide to Writing, Oxford University Press, 1988