I connettivi

Gli elementi connettivi sono parole ed espressioni che esplicitano le connessioni logiche tra le frasi, i capoversi e le sezioni di un testo. I connettivi sono usati per supportare o aggiungere altri elementi a quanto affermato (also, furthermore, in addition), operare confronti (similarly, compared to), esemplificare (for example, to illustrate), esplicitare cause ed effetti (since, as might be expected, therefore), indicare un ordine cronologico o di importanza (in the first place, to begin with, first, second) tirare le conclusioni di un discorso (in conclusion, finally, on the whole) e per vari altri scopi. La funzione di questi elementi è quella di sviluppare e correlare tra loro le idee espresse. Quando usati correttamente, i connettivi aiutano chi legge a seguire l’argomentazione dell’autore, come una sorta di mappa logica del testo; di converso, se usati in modo scorretto essi possono rendere il discorso poco chiaro, ambiguo o logicamente fallace. Attraverso i connettivi, infatti, l’autore fa un uso argomentativo e non meramente descrittivo della lingua: in altre parole, non si limita a presentare un elemento informativo ma esprime la propria interpretazione riguardo al medesimo e riguardo al modo in cui tale elemento è correlato ad altri elementi che lo precedono e lo seguono. Si prenda l’esempio seguente:
Initially, the antimitochondrial antibody detected by indirect immunofluorescence was positive and the antinuclear antibody was negative, and these two antibodies consequently fluctuated independently.
L’elemento connettivo in principio di frase (l’avverbio initially) avverte il lettore che la situazione presentata verosimilmente subirà un cambiamento prima del punto finale; l’avverbio consequently, tuttavia, che in inglese indica una conseguenza logica (pertanto, di consequenza), segnala non già un cambiamento bensì un rafforzamento di quanto affermato precedentemente. L’uso errato del secondo connettivo induce a interpretare il successivo comportamento indipendente dei due anticorpi come un risultato della loro interdipendenza iniziale. Il fatto che il lettore disponga di conoscenze sufficienti per sostituire consequently con subsequently non compensa l’errore perchè non compete a chi legge interpretare ciò che l’autore avrebbe voluto dire. Un uso incongruente dei connettivi non necessariamente porta il lettore a formulare conclusioni opposte a quelle intese dall’autore ma può comunque adombrare le connessioni logiche tra le idee. Per esempio:
(1) The overuse of antibiotics promotes antibiotic resistance. (2) Furthermore, antibiotics treat bacterial infections and not viral infections. (3) An antibiotic is an appropriate treatment for strep throat, which is caused by the bacterium Streptococcus pyogenes, and it is not the right treatment for most sore throats, which are caused by viruses.
I problemi individuabili in questo breve estratto sono due: l’uso eccessivo dei connettivi e la loro tipologia. La seconda frase non ha bisogno di un elemento lessicale che la colleghi al resto del paragrafo perchè tale collegamento è già reso esplicito dal contenuto. Inoltre, la relazione tra la prima e la seconda frase non è rafforzativa ma esplicativa e dunque espressioni quali in fact o indeed, pur egualmente peggiorative sul piano stilistico, rappresenterebbero senz’altro una scelta lessicalmente più felice. La frase (3) non è collegata alle frasi precedenti dalla stessa relazione logica della frase (2): se il contenuto di (2) intendeva spiegare il concetto di overuse nella frase d’apertura, la frase (3) ha funzione esemplificativa; per esplicitare tale relazione sarebbe opportuno un connettivo quale for example. La frase (3) è strutturalmente costituita da due proposizioni principali coordinate seguite da due relative. Le due proposizioni coordinate
[an antibiotic is an appropriate treatment for strep throat] e [it is not the right treatment for most sore throats]
sono unite dalla congiunzione and. La relazione tra le due non è però di giustapposizione bensì di opposizione, e dunque meglio esplicitata da una congiunzione avversativa (but, however, conversely eccetera). L’estratto potrebbe essere riformulato in questo modo:
(1) The overuse of antibiotics promotes antibiotic resistance. (2) Antibiotics treat bacterial infections but not viral infections. (3) For example, an antibiotic is an appropriate treatment for strep throat, which is caused by the bacterium Streptococcus pyogenes, but is not the right treatment for most sore throats, which are caused by viruses.
La versione originale presenta informazioni giustapposte che danno l’impressione di un insieme di elementi affastellati. Un lettore anche mediamente esperto nella materia sarà senz’altro in grado di ripristinare i connettivi giusti ma il fatto che l’autore non abbia provveduto a farlo potrebbe far nascere il sospetto che le relazioni tra le idee, e quindi la loro portata, non siano state comprese appieno. Per finire, è opportuno ricordare che non necessariamente ogni frase deve essere introdotta da un connettivo: come regola generale i connettivi vanno anzi evitati quando il collegamento logico tra le unità informative è di per sé evidente. Per esempio:
The procedure was performed as follows. First, the skin was incised between the left orbit and the ear, and the skull was exposed. Second, a small hole was made into the outer part of the skull above the translucent MCA. Third, the inner part of the skull was opened with fine pincettes and the MCA was permanently occluded by microbipolar electrocoagulation.
I connettivi first, second e third sono ininfluenti ai fini della comprensione del paragrafo in quanto è già chiaro dal contesto che gli stadi della procedura sono da eseguirsi in successione. In ossequio alla regola della concisione, è bene omettere i connettivi quando essi non aggiungono nulla alla portata informativa della frase e quando la loro assenza non ingenera ambiguità. Riferimenti Biber, Johansson, Leech, Conrad, Finegan, Longman grammar of spoken and written English, London, Longman, 1999 Budgell, Brian, Writing a Biomedical Research Paper, Springer, 2009